Lunedì 24 Luglio 2006

 

 

 

 

 

LA MOSTRA

 

L’Urbino lunare di Lani all’ex chiesa del Suffragio

 

 

 

 

 


Fano

URBINO come non l’avete mai vista. Ma anche Parigi, o Istanbul. Sono visioni diafane e lunari di città, paesaggi, nature morte, situazioni ed emozioni quelle esposte fino al 30 luglio prossimo alla chiesa del Suffragio di Fano dove, grazie alla disponibilità della Confraternita, si ammirano le opere dell’artista urbinate Marcello Lani. Acquerelli e acqueforti della vasta e complessa produzione di uno dei più importanti maestri della Scuola d’incisione e grafica sono bagliori di luce onirica, fate morgane di tratti e colori che fanno emergere i soggetti dalle terre degli elfi, così che anche i nostrani Paesaggio a Pallino o le raffigurazioni della campagna urbinate assomigliano a un miraggio affiorante che pone lo spettatore/visitatore nel ruolo del viaggiatore del sogno o della memoria, perchè quella luce rarefatta è la stessa dei ricordi. C’è però un segreto in queste tracce evanescenti dell’arte che idealmente pone un parallelo fra il maestro - che per 36 anni ha insegnato discipline pittoriche alla scuola dell’arte - e gli impressionisti e incisori francesi della fine dell’800: la tecnica - originale e singolare - del monotipo che permette, dopo la prima stampa calcografica in bianco e nero, di ottenere riproduzioni di incisioni sempre differenti una volta aver dipinto a olio la lastra e che dona all’opera quel particolarissimo cromatismo rarefatto che imprigiona e inonda il quadro di luce sgorgante.
La mostra di Fano, coordinata dal gallerista Carlo Bruscia , è stata fortemente voluta dagli stilisti Piero e Giacomo Guidi che con la personale hanno reso omaggio a un artista di grande personalità, attaccato alle sue radici urbinati e cresciuto nel segno di maestri cime Leonardo Castellani, Renato Bruscaglia, Francesco Carnevali. Con l’esposizione è stato curato un ricco catalogo dove accanto alle opere - negli ultimi anni Marcello Lani si è rivolto con passione anche alla tecnica dell’acquerello - risaltano una serie di ritratti fotografici in bianconero firmati da Giacomo Guidi che immortalano l’artista nel suo atelier in diversi momenti della sua produzione, così da creare un unicum fra l’immagine della creazione e la creazione stessa. Il catalogo si avvale dei testi del critico Floriano De Santi e del giornalista e scrittore fanese Valerio Volpini.