Il mito di Urbino nella grafica di Lani

FANO - La personale di Marcello Lani, allestita da Carlo Bruscia, sponsor Piero Guidi, nella chiesa del Suffragio, è magica. Lani vi porta la sua maestria grafica e l'espressione di una inconsueta interpretazione emotiva di Urbino. Una città votata all'arte con la Scuola del Libro secondo Valerio Volpini, una città dell'anima per Carlo Bo. L'incisore di Urbino presenta un centinaio di acqueforti monotipo e di acquerelli: lavori degli ultimi anni che consacrano un maestro della terza generazione della "scuola di Urbino" insieme a Ranocchi, Arduini, Tiboni, Calavalle, Perelli, Battistini, Vanni ed altri.
Marcello Lani interpreta Urbino nel solco dell'iconografia classica della città in linea con Castellani e poi con la tecnica calcografica del pezzo unico, dell'incisione acquerellata, delle visioni di sogno di Urbino-mito. Qualche anno fa la Stamperia Santa Chiara di Marcello Tiboni realizzò una favolosa cartella M. Lani – V. Volpini, dedicata alla città dei Montefeltro. Il Lani inedito è invece negli acquerelli delicati, suggestivi, con trasparenze infinite per rappresentare un paesaggio urbinate mai definito. La sorpresa finale è nel catalogo, dove la suite delle fotografie e delle riproduzioni interpreta arte e figure, l'incisore e la sua opera, Lani è al lavoro nel suo studio e Giacomo Guidi lo sorprende con quella sua fotografia del volto e dell'ambiente, che l'ha reso famoso. Anche Lani appare "nuovo" e determinato di fronte alle sue tremule visioni che rappresentano Urbino nel clima dei sentimenti più vari.


Gastone Mosci

da Il Nuovo Amico del 16 luglio 2006